{"id":1,"date":"2018-10-08T09:05:03","date_gmt":"2018-10-08T09:05:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.foodomix.it\/?p=1"},"modified":"2023-03-06T12:54:55","modified_gmt":"2023-03-06T12:54:55","slug":"diete","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.foodomix.it\/index.php\/2018\/10\/08\/diete\/","title":{"rendered":"Diete: la vera sfida \u00e8 mantenere il peso perduto"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.foodomix.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/patricia-serna-415257.jpg\" alt=\"la vera sfida \u00e8 mantenere il peso perduto\"><\/p>\n<p>Revisioni sistematiche della letteratura dimostrano che tutte le diete dimagranti che propongono di diminuire il consumo di uno dei tre macronutrienti (grassi, carboidrati o proteine) producono a lungo termine gli stessi risultati. La perdita di peso non dipende cio\u00e8 dal tipo di restrizione calorica messa in atto. L\u2019unica certezza che mostrano i dati scientifici \u00e8 che la perdita di peso \u00e8 tanto maggiore quanto maggiore \u00e8 la restrizione calorica.<sup><a href=\"https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/25007189\">1<\/a>,<a href=\"https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/16476868\">2<\/a><\/sup> Il problema vero quindi non \u00e8 tanto perdere chili ma mantenere il peso raggiunto a lungo termine. I dati in proposito sono piuttosto sconfortanti.<sup><a href=\"https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/17469900\">3<\/a><\/sup><br \/>\nIn generale le indicazioni <em>eat less, move more<\/em> sono efficaci a breve termine ma falliscono a lungo termine.<sup><a href=\"https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/29156185\">4<\/a>,<a href=\"https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/11684524\">5<\/a><\/sup> La causa \u00e8 da imputare a molti fattori, due dei pi\u00f9 rilevanti dipendono dal fatto che introdurre meno calorie rallenta il metabolismo basale e fa aumentare l\u2019appetito.<sup><a href=\"https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/18842775\">6<\/a>,<a href=\"https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/25896063\">7<\/a>,<a href=\"https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/22029981\">8<\/a><\/sup> L\u2019esercizio fisico \u00e8 importante ma non sufficiente perch\u00e9 si limita a contenere, seppure in modo significativo, l\u2019abbassamento del metabolismo basale.<sup><a href=\"https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/8653104\">9<\/a><\/sup><br \/>\nCome ingannare quindi il nostro formidabile spirito di adattamento che in epoche di carestia ci ha aiutato a sopravvivere e ora nell\u2019epoca dell\u2019abbondanza mette a rischio linea e salute?<br \/>\nAlcuni studiosi intravvedono nel digiuno intermittente l\u2019arma vincente poich\u00e9 potrebbe non alterare il metabolismo basale e non far aumentare l\u2019appetito a lungo termine.<sup><a href=\"https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/28214525\">10<\/a><\/sup> Per avere una conferma basata sulle evidenze scientifiche sono per\u00f2 necessari ancora molti studi su larga scala.<br \/>\nSe davvero il digiuno riuscisse a ingannare il nostro ancestrale spirito di adattamento bisogna imparare a conoscerlo e a usarlo in modo appropriato. Come tutte le armi potenti, nelle mani sbagliate pu\u00f2 diventare pericolosa.<br \/>\nEsistono diverse forme di digiuno, alcune necessitano un controllo medico accurato e non possono essere utilizzate per perdere peso. Il digiuno prolungato, per esempio, \u00e8 considerato una terapia. Per gestire un digiuno prolungato non \u00e8 sufficiente leggere un libro o un blog su internet ma \u00e8 necessaria una conoscenza ed esperienza certificata.<br \/>\nAltre forme di digiuno, brevi o intermittenti, possono invece essere utili ed efficaci per la perdita di peso. Si pu\u00f2 per esempio digiunare per 24\/36 ore, un giorno alla settimana, nutrirsi solo di verdura due giorni su sette, alternare giorni ad alto introito calorico a giorni a basso introito calorico o limitare il tempo in cui si mangia a otto ore tutti i giorni.<br \/>\nNon esiste un approccio efficace uguale per tutti. Infatti se non funziona l\u2019approccio <em>eat less, move more<\/em> non funziona neppure l\u2019approccio <em>one fit for all<\/em>.<br \/>\nEsiste piuttosto una variabilit\u00e0 significativa nelle risposte individuali agli interventi nutrizionali e ai cambiamenti degli stili di vita. \u00c8 indispensabile un coinvolgimento attivo sia di chi suggerisce una dieta e uno stile di vita sia di chi questi suggerimenti li mette in pratica. Per sperare in un qualche successo deve esserci un\u2019alleanza, un gioco di squadra. \u00c8 importante trovare insieme la strada per limitare al massimo gli alimenti proibiti e favorire al meglio le associazioni positive, costruire insieme un\u2019agenda alimentare e fattuale che sia il pi\u00f9 possibile resiliente, in grado cio\u00e8 di assorbire le perturbazioni della vita.<sup><a href=\"https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/28351367\">11<\/a><\/sup><br \/>\nNella personalizzazione di grande aiuto possono essere le nuove tecnologie che consentono di conoscere in modo sempre pi\u00f9 approfondito genoma e microbioma di ciascuno. Nuove ricerche scientifiche, in particolare, sembrano attribuire al microbioma un ruolo sempre pi\u00f9 rilevante per la salute dell&#8217;uomo.<sup><a href=\"https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/28388917\">12<\/a><\/sup><br \/>\nMorale della favola: non esiste una dieta uguale ed efficace per tutti, non basta mangiare meno e muoversi di pi\u00f9, linea e salute necessitano ricerca, attenzione e affidamento (a persone competenti) come molto altro nella vita.<\/p>\n<p>1. Low carbohydrate versus isoenergetic balanced diets for reducing weight and cardiovascular risk: a systematic review and meta-analysis https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/25007189<br \/>\n2. Effects of low-carbohydrate vs low-fat diets on weight loss and cardiovascular risk factors: a meta-analysis of randomized controlled trials https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/16476868<br \/>\n3. Medicare&#8217;s search for effective obesity treatments: diets are not the answer https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/17469900<br \/>\n4. Maintenance of Lost Weight and Long-Term Management of Obesity. https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/29156185<br \/>\n5. Long-term weight-loss maintenance: a meta-analysis of US studies. https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/11684524<br \/>\n6. Long-term persistence of adaptive thermogenesis in subjects who have maintained a reduced body weight https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/18842775<br \/>\n7. Physiological adaptations to weight loss and factors favouring weight regain https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/25896063<br \/>\n8. Long-term persistence of hormonal adaptations to weight loss https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/22029981<br \/>\n9. Effects of diet and diet-plus-exercise programs on resting metabolic rate: a meta-analysis https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/8653104<br \/>\n10. Is There an Optimal Diet for Weight Management and Metabolic Health? https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/28214525<br \/>\n11. Effective behaviour change techniques for physical activity and healthy eating in overweight and obese adults; systematic review and meta-regression analyses. https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/28351367<br \/>\n12. Influence of diet on the gut microbiome and implications for human health. https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/28388917<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Revisioni sistematiche della letteratura dimostrano che tutte le diete dimagranti che propongono di diminuire il consumo di uno dei tre macronutrienti (grassi, carboidrati o proteine) producono a lungo termine gli stessi risultati. La perdita di peso non dipende cio\u00e8 dal tipo di restrizione calorica messa in atto. 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